giovedì 20 gennaio 2011

la nascita di un nuovo ordine

Lunedì 14 febbraio 2011 si andrà a votare, presso il tribunale di Trani, per la formazione del primo Consiglio dell'Ordine degli Architetti PPC della provincia di Barletta Andria Trani.
Questa è la prima notizia che posso darvi in merito.
Vi terrò aggiornati su tutti gli sviluppi che seguiranno a cominciare dai potenziali candidati.
Intanto si può affermare che i consiglieri saranno 8 della sezione A e 1 della sezione B, comunque nel numero massimo di 9.
Ciascun iscritto ha diritto al voto che potrà esprimere indicando sulla scheda nove nomi che corrispondono alle preferenze (8+1).
Solitamente in questi frangenti si formano delle liste che definiscono la "squadra" proposta e garantiscono il coinvolgimento solidale di tutti gli elettori di ciascun candidato per far si che la lista sia eletta compatta.
Quindi molto probabilmente assisteremo ad una campagna elettorale che vedrà contrapposti due fronti...
è ancora prematuro fare delle previsioni ma vi posso assicurare che qualcuno ha già iniziato a solidarizzare e a fare campagna elettorale.

mercoledì 12 gennaio 2011

E' costituito!

Con lettera raccomandata A.R. è stata data la notizia della costituzione dell'Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Barletta Andria Trani a far data dal 3 gennaio 2011.

giovedì 25 novembre 2010

SIAMO PROSSIMI ALLE PRIME ELEZIONI DELL'ORDINE DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI BARLETTA ANDRIA TRANI

Il Commissario straordinario nominato dal Ministero della Giustizia si è "insediato", ovvero ha ricevuto l'incarico di ritirare gli albi provvisori dai rispettivi Ordini competenti (Bari e Foggia).
Riceveremo a breve la sua lettera di convocazione alle prime elezioni.
Avremo una settimana per proporre le candidature e venti giorni per andare a votare. In quale sede ancora non si sa... almeno ufficialmente.
In realtà staremmo ad aspettare ancora le predicate convocazioni ufficiali da parte dei fiduciari (tranne per Barletta in quanto Nicola Salvemini ha già svolto la sua funzione, mantenendo egregiamente la parola).
Tutto questo sta creando un pò di nervosismo tra coloro che ritenevano, e ritengono, il confronto preelettorale un'occasione per iniziare a formare compatto l'Ordine territoriale.
Saranno i numerosi impegni (in momenti di crisi?) che ci impediscono di riunirci?
Personalmente auspico ancora che si presenti questa occasione, per evitare che questo Ordine nasca con delle fratture interne, del tutto simili a quegli episodi che hanno caratterizzato la costituzione della Provincia e portino ad indebolire questo Ordine al punto da non contare su scala Regionale e dipendere ancora come costola dai rispettivi Ordini.
Allora saremo maledetti per aver avviato la raccolta delle firme.
Quindi un appello a tutti gli iscritti che hanno a cuore l'autonomia del nostro territorio, al di là dei campanilismi: fate pressione verso i fiduciari affinchè questi incontri assumano un carattere ufficiale e siano realmente condivisi, chiedendo che quelle consultazioni, che sono inevitabilmente già avviate e secretate, siano di dominio pubblico!
Francesco Giordano

appello dagli architetti lombardi

Spettabile Consiglio dell’Ordine,

sulla scorta dei dati disponibili, relativi all’effettivo esercizio della professione da parte degli iscritti a livello nazionale, e in

relazione a quella che è l’esperienza personale di un gruppo di colleghi, abbiamo avviato tra noi una riflessione sull’identità

dell’Architetto oggi, allorquando sempre più spesso la prestazione professionale si connota come frammento parziale e

specialistico del più complessivo iter di un qualsivoglia intervento edilizio.

Riteniamo si tratti di una modifica epocale del nostro profilo di categoria e che incida radicalmente sulla modalità organizzativa

delle nostre strutture (tutti piccoli studi autonomi), e sulla loro capacità di sostenere – in primis sotto l’aspetto economico – la

sfida della contemporaneità.

Dal nucleo di tali riflessioni è nato un Appello ai nostri ordini Lombardi, recentemente pubblicato sulla rivista “AL”, organo della

Consulta Lombarda degli Architetti (http://www.architettilombardia.com/al/68CA94ADCA3A4AF48ACA3E69E1B6AFB7.pdf)

Ci permettiamo di allegarvene copia, nella convinzione che si tratti di questioni su cui il dibattito dovrebbe essere il più ampio

possibile.

Cordialità,

Arch. Claudio Sangiorgi,

Via Monte Suello 9,

20133, Milano

Appello all'Ordine degli Architetti

La durissima congiuntura economica che affligge il settore delle costruzioni, figlia della più generale crisi finanziaria, ha avuto

effetti devastanti sulla nostra categoria professionale (in particolare per i colleghi giovani e le colleghe), con più che

significative riduzioni di organico degli studi, quando non ne abbia comportato direttamente la cessazione dell’attività.

Eppur tuttavia, tale situazione, ancorché aggravata dalla speciale condizione attuale, ha caratteri strutturali, che necessitano –

in primis da parte delle associazioni di categoria, nelle proprie azioni e iniziative – di uno scarto rispetto al modo di vedere il

professionista architetto in senso tradizionale.

Siamo e restiamo degli operatori culturali, promotori di qualità nelle trasformazioni urbane, e la nostra autonoma individualità

(non individualismo) è un valore in termini di ricchezza di contributi che non può semplicemente “sciogliersi”, con pari

efficacia, in forme societarie d’ordine superiore quali le società d’ingegneria; ma siamo anche soggetti microimprenditoriali

afflitti da un’atomizzazione ormai insostenibile, in termini di costi e di oneri gestionali.

Il rischio, qualora non si consideri tale dato oggettivo di fatto, e non si intervenga con politiche appropriate, è quello di essere

marginalizzati e costretti in nicchie di scarsa incidenza rispetto alle dinamiche territoriali, quando non di morire del tutto come

categoria indipendente.

Siamo uno dei gruppi professionali sicuramente più attenti all’innovazione, al cambiamento, all’aggiornamento linguistico e

concettuale (e quindi con una congenita predisposizione ad affrontare la complessità contemporanea), e parimenti siamo

promotori di tutto questo; e rispetto tali temi gli Ordini hanno svolto e svolgono un ruolo positivo di indubbio traino. Ma questo

non è più sufficiente.

Occorre essere anche attenti e innovativi nel pensare la propria identità economica di categoria, il proprio profilo organizzativo

e gestionale.

Ci confrontiamo ogni giorno con difficoltà crescenti, che minacciano la stessa sopravvivenza della nostra attività, in almeno tre

ambiti:

- economico: costi di telefonia, di cancelleria, di stampa, di assicurazioni professionali, di strumentazione software e hardware,

di mobilità, di pubblicazioni e stampa specializzata, di abbonamento a banche dati normative e immobiliari, di aberrante

concorrenza indotta dal perverso e diffuso sistema delle provvigioni riconosciute da parte di imprese e fornitori…

- gestionale: tempi dedicati alla contabilità, alla fiscalità, all’autopromozione, all’aggiornamento, all’organizzazione interna, alle

verifiche di conformità normativa e alla certificazione delle proprie strutture,…

- burocratico: tempi di risposta da parte della Pubblica Amministrazione, moltiplicazione dei centri decisionali, serialità delle

verifiche, proliferazione delle norme e delle circolari, soggettività delle interpretazioni,… e relativi costi…

Occorre quanto prima che, su tali questioni drammaticamente reali, sia svolta da parte degli organismi di categoria un’ampia e

seria riflessione e si diano risposte concrete (convenzioni, gruppi di acquisto, richieste alla Pubblica Amministrazione di

semplificazione, riforme degli ordinamenti fiscali, servizi collettivi consorziati,…); per permettere a noi Architetti di esercitare

anche in futuro il nostro ruolo fondamentale di stimolo e di proposta nel governo del territorio, evitandoci di finire nel

“sottoscala” della contemporaneità; troppo impegnati in una disperata lotta per la sopravvivenza per avere quasi il tempo di

pensare, progettare, vivere.

a firma di

Mario Angelucci; Alessandro Baglioni; Manuela Bianchini; Raffaella Bonomini; Marco Caciagli; Chiara Camozzi; Marina Demetra

Casu; Andrea Tito Colombo; Anna De Ponti; Giuditta De Vecchi; Michelangelo Della Vecchia; Cristina Deponti; Elisa Evaso;

Elena Fabbri; Marta Filoscia; Vito Maria Davide Finzi; Marta Gentili; Laura Gioeni; Luca Guglieri; Alessia Leidi; Cinzia Iris

Mancinelli; Nadia Massari; Andrea Miserocchi; Ilaria Nava; Eleonora Odorizzi; Savina Pagani; Laura Pietrobelli; Jessica

Pizzorni; Claudio Sangiorgi; Ifat Adi Shmueleviz; Monica Sobacchi; Luciana Giovanna Tardio; Emanuela Zizioli.

giovedì 10 giugno 2010

AVVIATE LE CONSULTAZIONI PER IL NUOVO ORDINE

Su iniziative dei Fiduciari dell'Ordine di Bari sono iniziate le consultazioni cittadine nei capoluoghi della provincia per individuare una linea condivisa per l'Istituzione dell'Ordine APPC della Provincia Barletta Andria Trani.
Venerdì 4 giugno gli architetti di Barletta si sono riuniti presso il convento di San Domenico, in Via Cavour, per discutere sui diversi punti di vista.
Giovedì 10 giugno è il turno di Trani, non ancora programmato per la città di Andria.
E' auspicabile che la partecipazione degli iscritti residenti nella provincia sia massiccia al fine di raccogliere tutte le istanze e le proposte.
Intanto è ufficiale che la pratica sia adesso presso il gabinetto del Ministro della Giustizia il quale dovrà semplicemente apporre il nome del Commissario Straordinario, individuato dalla terna segnalata dal CNAPPC.
Francesco Giordano

domenica 9 maggio 2010

Professioni, il ministro Alfano: ‘faremo la riforma’

Garantire qualità delle prestazioni e prestigio per i professionisti. Gli Ordini ribadiscono la necessità di tornare alle tariffe minime


16/04/2010 - Il Ministro della Giustizia Angelino Alfano ha assicurato che la riforma delle professioni si farà. “Ora ci siamo noi e la riforma la faremo” ha detto ieri al termine dell’incontro con i vertici di 25 Ordini professionali.

“Dobbiamo riuscire - ha spiegato il Guardasigilli - a fare la riforma mettendo al centro il cittadino, garantendo un’alta qualità delle prestazioni rese dai professionisti, tariffe chiare e trasparenti che non siano un labirinto ma un rettilineo e, allo stesso tempo, assicurando ai professionisti la dignità e il prestigio che derivano dal loro essere laureati che hanno superato un esame di Stato”.


Come annunciato nei giorni scorsi, oggi è stato costituito un gruppo di lavoro per la formulazione di uno Statuto delle libere professioni. L’obiettivo principale è lo snellimento degli ordinamenti per un’impostazione più rispondente alle moderne esigenze di ambiti professionali proiettati ormai in uno scenario internazionale. Alfano ha ricordato che la riforma delle professioni è attesa da decenni, ma si è detto fiducioso che il lavoro iniziato oggi porterà a una riforma che incentiverà la ripresa economica del Paese.

Massimo Gallione, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, ha invitato a puntare sulla formazione e sui giovani. Al Ministro della Giustizia gli Ordini hanno chiesto che i professionisti possano costituirsi in società multidisciplinari, anche per fruire degli strumenti normativi e fiscali riservati alle imprese. Gallione ha confermato poi il ruolo di sussidiarietà dell’architetto nei confronti della Pubblica Amministrazione che, di fatto, ‘alleggerisce’ le strutture pubbliche di numerosi interventi soprattutto nel campo dell’edilizia.

Sulle tariffe minime Gallione ha ribadito l’esigenza di ripristinarle al più presto per i lavori pubblici, “nel rispetto dei principi di equa competitività e tenendo conto anche dei costi effettivi, poiché la politica del massimo ribasso sta ampiamente dimostrando le conseguenze drammatiche della sua applicazione, in relazione ad una evidente diminuzione della qualità di progetti ed opere realizzate.”

Piena soddisfazione per l’esito dell’incontro con il Ministro Alfano è stata espressa da Gianni Rolando, Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Secondo Rolando occorre partire mettendo mano a due aspetti rilevanti: il controllo deontologico e l’aggiornamento per garantire che gli ingegneri possano sempre fornire prestazioni di alto livello qualitativo.

Sulla questione delle tariffe, il Presidente del CNI ha evidenziato come il fallimento del decreto Bersani sia stato provato dai fatti, visto che “non si è avuto un allargamento del mercato e quindi l’ampliamento della scelta per gli utenti, ma è seguita una lotta selvaggia con ribassi anche del 90%, 95%. Per questo il CNI riafferma la necessità di annullare il decreto Bersani e di procedere ad una riforma delle professioni dinamica con modalità snelle di gestione e un’ampia tutela per i cittadini, nel rispetto della dignità professionale e tariffe chiare.

Soddisfatto per l’impianto della riforma il presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Pietro Antonio De Paola, che ha detto: “ricalca esattamente le aspettative, più volte espresse dalle rappresentanze del mio ordine, di un ammodernamento delle norme tale da garantire prestazioni professionali all’insegna della qualità e tutelare gli interessi dei cittadini”. In questo senso - secondo De Paola - sono da evidenziare le norme contenute nella proposta che rafforzano il sistema della formazione e dell’aggiornamento continuo (i geologi hanno introdotto l’obbligo di formazione e aggiornamento continuo professionale già 3 anni fa).

All’incontro erano presenti anche i vertici dei Consigli Nazionali di: Geometri, Agronomi e Forestali, Agrotecnici e Agrotecnici Laureati, Periti Industriali e Periti Agrari.
(fonte: Edilportale)

lunedì 21 dicembre 2009

ELEZIONE DEL DELEGATO INARCASSA PER LA PROVINCIA BARLETTA ANDRIA TRANI

Concluse le candidature il 30 novembre scorso, ci accingiamo ad esprimere la nostra preferenza per il Delegato a INARCASSA per il quadriennio 2010 2014.
E' la seconda volta che gli iscritti residenti nella nostra provincia sono chiamati ad esprimere il voto.
Alle scorse elezioni abbiamo eletto il nostro Presidente all'Ordine di Bari, Architetto Vincenzo Sinisi. Questa volta i candidati architetti sono Fabrizio Paone, Luigi Savella, Franco Nanni e Nicola Barracchia.
Ritengo che anche questa rappresentanza, così come un Ordine per la Provincia, sia di essenziale importanza per riportare le istanze a Roma, presso la Cassa e il Consiglio Nazionale, specialmente in questo momento in cui la professione sta attraversando una crisi senza precedenti (cfr. note del Presidente Massimo Gallione sul sito AWN.it).

Invito tutti i colleghi a riflettere su questa occasione e ad esprimere con la massima serenità la propria preferenza.
A breve saranno recapitate le schede elettorali che dovranno essere spedite o depositate presso un Notaio di Barletta (verrà comunicato il nominativo nella stessa missiva).
Francesco Giordano

mercoledì 9 dicembre 2009



CONVEGNO SULL'URBANISTICA NELLA PROVINCIA BARLETTA ANDRIA TRANI organizzato dall'Associazione AGABAT - Giovani Architetti della Provincia Barletta Andria Trani
TRANI 14 DICEMBRE 2009 ORE 16:00
AUDITORIUM S. LUIGI
PIAZZA MAZZINI

giovedì 3 dicembre 2009

Il ruolo del progettista/DL nella MS

Ddl Brunetta - Lettera Ordine Architetti Roma

Prof. Renato Brunetta

Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione


Palazzo Vidoni


Corso V. Emanuele II


00186 Roma


r.brunetta@governo.it



Gentile Ministro,

abbiamo letto con grande attenzione il Suo Disegno di Legge - collegato alla finanziaria - su “Disposizioni in materia di semplificazione dei rapporti della Pubblica Amministrazione con cittadini e imprese e delega al Governo per l'emanazione della carta dei doveri delle amministrazioni pubbliche” approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 12 novembre.

Abbiamo apprezzato la volontà di inserire forme di semplificazione delle procedure edilizie ed in particolare abbiamo valutato positivamente i contenuti dell'articolo 14 del DDL che prevede la delega al Governo per adottare norme che obblighino le amministrazioni pubbliche ad accettare domande, dichiarazioni, comunicazione, elaborati tecnici in modalità telematica. 
L'Ordine degli Architetti di Roma si batte da anni per questi obiettivi, ha anticipato i tempi con il progetto della scrivania virtuale, ha siglato accordi con singole amministrazioni pubbliche per rendere operativi i sistemi di firma digitale, di posta certificata, di inoltro telematico delle pratiche edilizie e di controllo telematico degli iter burocratico-autorizzativi.

Siamo invece estremamente preoccupati per alcune modifiche introdotte al Testo Unico per l'Edilizia ed in particolare ci preoccupa la scelta di inserire le opere di manutenzione straordinaria tra quelle per le quali non è più richiesto alcun titolo abilitativo, a patto che “non riguardino le parti strutturali dell'edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incrementi degli standard urbanistici”.Quale sarà il soggetto in grado di verificare e certificare che una manutenzione straordinaria non incide su parti strutturali dell'edificio? A chi è affidato il controllo del rispetto – considerato comunque obbligatorio dall'articolo 7 del DDL - di normative antisismiche, di sicurezza, igienico-sanitarie, di efficienza energetica, delle prescrizioni del Codice dei Beni Culturali?

La mancanza di qualsiasi asseverazione da parte di un tecnico non rende obbligatorio - e quindi più oneroso - per la Pubblica Amministrazione, il controllo successivo sugli interventi?

Perché rendere obbligatoria la comunicazione del nome dell'impresa esecutrice e non quella del progettista e del direttore dei lavori?

Non siamo affezionati alle “carte”, alla burocrazia. Può anche essere rivista la procedura della DIA per questo tipo di opere. 
Siamo i primi a sostenere la necessità di inserire forme di forte semplificazione e accelerazione delle procedure edilizie che, nel nostro paese, sono imprigionate nelle sabbie mobili di un sistema normativo farraginoso, inutilmente complicato, contraddittorio, che trasforma spesso l'iter autorizzativo in una odissea senza fine.
Ma siamo sicuri che l'eliminazione della figura del progettista sia la più efficace forma di semplificazione? Siamo sicuri che le conoscenze tecniche del professionista siano delegabili al binomio committenza-impresa?
Nel nostro Paese, in passato, abbiamo purtroppo assistito a numerosi disastri dovuti alla “disinvoltura” con cui si procede alle opere di ristrutturazione del patrimonio edilizio.
Vorrei che fosse chiaro che la nostra non è una rivendicazione corporativa. Vorremmo però che fossero garantite forme di verifica efficaci sulla qualità degli interventi di trasformazione edilizia a tutela della sicurezza dei cittadini.

Per queste ragioni le chiediamo di poterci incontrare per esporle le nostre ragioni e le nostre proposte e valutare insieme le possibili modifiche al testo del Suo Disegno di Legge.

Certo della Sua sensibilità per i problemi esposti, La ringrazio per l'attenzione e resto in attesa di un riscontro.

Cordiali saluti

di Arch. Amedeo Schiattarella, presidente Ordine Architetti PPC Roma e provincia
del 23.11.09

fonte: http://ordine.architettiroma.it/notizie/11803.aspx