venerdì 28 gennaio 2011

PROGRAMMA PER COSTRUIRE UN ORDINE SECONDO NUOVI PRINCIPI

Il programma si sviluppa su tre punti-

La struttura è aperta a tutte le integrazioni e/o variazioni sulla base della partecipazione di tutti gli interessati.

Quotidianamente farò gli aggiornamenti.

1- CASA DELL’ARCHITETTO

La casa dell’architetto ripropone l’architetto come soggetto al centro del moto culturale sia dello sviluppo della società che del processo di trasformazione del territorio.

Centro di documentazione – archivio degli architetti

Archivio sistematico costantemente aggiornato sui curricula degli iscritti, base per la redazione della rivista periodica, dal Centro di documentazione si attingeranno le terne per i collaudi, i commissari per i concorsi e per le commissioni urbanistiche e del paesaggio, i temi per i convegni e per le rassegne. Le nomine alle terne avverranno per pubblico sorteggio e si auspica di renderle consultabili on line a tutti gli iscritti.

Accompagnamento alla professione

Surroga del tirocinio, deve intendersi come un “luogo” per avviare i giovani iscritti alla professione colmando le lacune lasciate dall’università in attesa di una collocazione nel mercato del lavoro, accorciando i tempi lunghi dell’esperienza professionale presso colleghi già avviati. Ciò potrebbe essere realizzato introducendo nel regolamento interno dell'Ordine l'obbligo da parte di coloro che risultano indicati per funzioni o prestazioni dall'Ordine di affiancare un collega giovane al fine di garantire l'esperienza.

Sportello on-line

Strumento utile a garantire assistenza ai neo-laureati troppo spesso lasciati in balia degli eventi, il cui fine è quello di recepire le principali difficoltà sotto il profilo professionale ed economico, ed attivarsi affinchè a tali quesiti venga data risposta.

Joint-venture per la glo-calizzazione

Attivare rapporti costanti e duraturi con Aziende locali e gli Architetti del nostro territorio in modo da creare una sorta di joint-venture di supporto, promozione e valorizzazione alle/delle aziende del Sud sia per migliorare il Know How dell’architetto che delle stesse Aziende, tale da favorire una ricaduta, anche occupazionale sul territorio.

Partnership con Istituzioni UNIVERSITARIE e CULTURALI

L’Ordine deve tendere a farsi promotore e fautore di processi/progetti divulgativi e culturali che abbiano la capacità di favorire collaborazioni tra Architetti locali, Enti locali e Internazionali attraverso apporti di rilievo tra L’istituzione (Ordine), e organizzazioni e presidi culturali gemellati; ciò in un duplice rapporto di interscambio culturale e promozionale riguardante la professione.

Eco-sportello

Informare gli iscritti all'Albo, delle azioni e degli strumenti messe in atto da parte di ogni Ente Locale, Provinciale, Regionale, Nazionale e Internazionale a riguardo delle sulle contingenti tematiche di Sostenibilità Energetica ed Ambientale (Protocollo ITACA, ENEA, Dipartimenti Universitari, …).

Rispondere interfacciandosi con i differenti Organi di Governo, ai quesiti degli iscritti i quali spesso trovano un muro di gomma presso quegli stessi uffici che dovrebbero facilitare il compito dei tecnici.

Ufficio Stampa

Strumento di comunicazione della professione verso la società e le Istituzioni, calato nel contesto territoriale, dove trova voce ogni iniziativa che riguarda l’architettura e la professione. Sganciato dalle logiche interpretative deve essere la cassa di risonanza del pensiero dell’architetto.

Officina di Architettura

E’ il motore di sviluppo delle attività culturali e promozionali della professione di architetto. Da qui partono le idee concretizzandosi in esposizioni, concorsi, scambi culturali internazionali.

RIspetto delle quote rosa

E' un aspetto che per certi versi direi "scontato", ma è bene farlo presente constantemente...

2- ORDINE GARANTE

Ripristinare il ruolo dell’Ordine come istituzione garante verso la committenza pubblica e privata della professionalità degli iscritti, riportando il rispetto del Codice Deontologico, anche interprofessionale, al centro della questione etica dell’Architetto ma anche riproponendo una tariffa prestazionale presso la sede Nazionale, tale da eludere l’attuale azzeramento dei minimi tariffari e porre fine all’attuale “bolgia” in fieri propugnando finalmente una nuova stagione per i Concorsi di Progettazione, e prendendo atto delle trasformazioni del mercato nella società attuale.

Accrescere l'importanza dell'Ordine nei processi di Pianificazione territoriale e Comunale.

Organizzare tavoli di lavoro con le Istituzioni per unificare le procedure amministrative per il rilascio dei titoli abilitativi, certificati e documenti.

Organizzare un tavolo permanente con la Regione Puglia al fine di istituire un "laboratorio della formazione".

Concertare con la Regione Puglia la regolarità degli elenchi per i Certificatori Energetici e di Sostenibilità ambientale.

Avviare un percorso di riforma del sistema di validazione delle parcelle professionali sostenendo la necessità di accrescere il valore creditizio maturato una volta che la Commissione parcelle ha dichiarato conforme ed "esigibile" una notula. Tale percorso è da implementare nei tavoli di lavoro con il Ministero di Giustizia.

3- FINESTRA SUL MONDO

Sostenere l’internazionalizzazione e la libera circolazione della professione in ambito europeo dando corpo alla condivisione delle problematiche legate ai grandi temi urbanistici. Passare dall’osservatorio allo scambio di esperienze con gli organismi e le istituzioni dei paesi membri d’europa e del mondo.

Aprire dialoghi con i corrispondenti Ordini Europei per lo scambio di esperienze e materiali al fine di accrescere le conoscenze internazionali.


Nuove finalità da integrare all’ ORDINE degli ARCHITETTI della Bat

Come noi tutti sappiamo, tra le problematiche che affliggono la professione dell’architetto, oltre ad una SVALUTAZIONE di quella che è la professionalità e le competenze, purtroppo, soprattutto per i giovani architetti vi è la grande problematica della MANCANZA di VISIBILITA’.

Il nuovo ORDINE deve prendersi carico di entrambe le problematiche perché sono l’humus per le nuove leve dell’architettura di qualità.

Per far fronte alle suddette emergenze ci si propone di creare un POLO DI ARCHITETTURA BAT che avrebbe la sua fisicità in un contenitore architettonico al cui interno sarebbero collocati una moltitudine di studi tecnici di architettura, oltre ad avere una sala conferenze per i vari aggiornamenti e confronti, nonché presentazioni di progetti e tematiche di tipo divulgativo e conoscitivo per l’utenza cittadina; dal singolo cittadino alle pubbliche amministrazioni.

Questo POLO DI ARCHITETTURA porterebbe ad ottenere le seguenti possibilità professionali:

  1. ogni architetto avrebbe un proprio spazio all’interno del quale operare professionalmente avendo la possibilità di un confronto continuo e costante con i vari colleghi, nonché una giusta ed adeguata VISIBILITA’ nella provincia BAT;
  2. si avrebbe un costante aggiornamento professionale che si terrebbe all’interno della stessa struttura, invitando all’occorrenza esperti di normative in campo edile;
  3. sarebbe un vero CENTRO di attrazione e valorizzazione dell’attività architettonico-progettuale, all’interno del quale, altresì, sarebbe ovviamente possibile instaurare gruppi di lavoro che concorrerebbero puntualmente ai vari concorsi di idee, non solo nella provincia ma anche oltre tali confini geografici;
  4. in ultima istanza ci sarebbe una diversificazione delle committenze in favore di una moltitudine di architetti abbattendo il MONOPOLIO LAVORATIVO;
  5. non per ultimo, all’interno di tale contenitore sarebbe auspicabile che vi sia un ufficio addetto alle RELAZIONI con i vari Uffici Tecnici comunali, al fine di snellire le pratiche burocratiche e soprattutto non far perdere del tempo prezioso ai PROGETTISTI che tralasciando la non trascurabile mole BUROCRATICA, avrebbero più tempo e modo di dedicarsi ad un’ARCHITETTURA DI QUALITA’.

Ovviamente questo “POLO di ARCHITETTURA Bat” diverrebbe il punto di riferimento per ogni attività edilizia sul territorio, dando altresì modo agli architetti della provincia BAT di non esser costretti ad emigrare per poter svolgere la propria libera professione; ricordando che gli architetti che conoscono il proprio luogo di nascita ed in cui vivono, hanno gli strumenti conoscitivi più appropriati per apportare al proprio territorio QUALITA’ ARCHITETTONICA.

primo report dell'anno




andamento delle visite nell'ultima settimana


andamento delle visite nell'ultimo mese


martedì 25 gennaio 2011

Alcune riflessioni sulla professione di Architetto

VERSO UN NUOVO ORDINE…

Alcune riflessioni sulla professione di Architetto

Il Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Roberto Gallione, in un comunicato stampa, richiama l’attenzione sulla crisi economica che colpirà la maggiorparte degli studi professionali, di cui il 50% sono giovani professionisti, ponendo l’accento sui risultati di alcune scelte normative che hanno posto la professione a margine dei processi decisionali per il futuro della società.

Dal suo messaggio è rilevante che anche il futuro dei giovani architetti è a rischio.

Negli ultimi dieci anni si è visto raddoppiare il numero degli iscritti tanto da poter affermare che l’Architetto è una professione giovane. Il sistema ordinistico in Italia non segue questo fenomeno, ridotto ormai nelle funzioni di mero albo, mentre altrove, in Europa, si è evoluto stando al passo delle trasformazioni sociali ed avvicinandosi agli iscritti.

Il fallimento delle politiche urbanistiche in Italia, ma più evidente nel mezzogiorno, non è da attribuire solo alla classe politica, incapace di guardare al di là del proprio naso, ma anche ad un sistema ordinistico congelato nei suoi ruoli tradizionali e sempre più consenziente e mai critico verso i processi di trasformazione.

I propri obblighi di sorveglianza spesso sono ridotti a semplici occasioni di contrattazione per evitare il peggio.

Lo scarto culturale e l’arretratezza infrastrutturale fanno il resto. Ci troviamo ad esercitare in un territorio impreparato alle grandi competizioni mondiali ed assistiamo inermi alle continue sconfitte sul piano etico, economico e strategico, lasciando che la nostra professione, storicamente autorevole ed incisiva nelle trasformazioni sociali, diventi un semplice “mestiere” alla mercè delle logiche di mercato e dei committenti, privati o pubblici che siano.

Anche osservo la caduta di stile di molti colleghi che “offrono” la loro prestazione al prezzo di una cena o poco più. Esprimo nel contempo solidarietà ad essi, consapevole della loro innocenza nello scenario atulae della libera concorrenza, dove solo con padri e padrini c’è una possibilità alternativa e remota di restare a galla.

Uno sguardo a ciò che avviene nel resto d’Italia, mi convince che è tempo di cambiare, di assumersi una responsabilità diffusa tra tutti gli iscritti per rilanciare la professione uscendo dalle logiche clientelari. La spinta del rinnovamento sta dando vita a cambiamenti di rotta costruendo nuovi ruoli per gli Ordini professionali che dovranno occuparsi sempre più dei loro iscritti. Credo che il primo passo sia la totale trasparenza degli atti, mi riferisco alle nomine delle terne per collaudi, Concorsi e C.U.R., poi cercare nell’albo degli iscritti i colleghi disponibili e meritevoli per le commissioni lasciando fuori i consiglieri come atto di responsabilità e coerenza. Dare vita dibattiti e convegni in modo capillare e delocalizzato rispetto alla sede dell’Ordine, in tutti i comuni che costituiscono il territorio, allo scopo di dare centralità alla professione nei processi decisionali. Vigilare con imparzialità sugli affidamenti di incarico e sulle regolarità degli atti urbanistici. Stabilire un rapporto costante con gli uffici tecnici dei comuni sull’ordinario svolgimento della professione. Adottare misure concrete per l’avviamento professionale dei giovani iscritti. Infine, ma non ultimo, utilizzare ogni mezzo a disposizione per il rispetto del nuovo codice deontologico e sostenere la necessaria fissazione di una tariffa professionale adeguata ai tempi e alle effettive competenze dell’Architetto, operando pressioni presso il CNA ed il Ministero.

Da queste riflessioni aperte nascono gli impegni di coloro che vorranno far parte della composizione del Consiglio per il nuovo Ordine.

Francesco Giordano

(sulla riforma, incentivi ai giovani, tariffe minime)

http://www.awn.it/AWN/Engine/RAServePG.php/P/135261AWN1000/M/144791AWN1006

(sulla riforma, formazione permanente)

http://www.awn.it/AWN/Engine/RAServePG.php/P/134711AWN1000/M/144791AWN1006

(sugli studi di settore)

http://www.awn.it/AWN/Engine/RAServePG.php/P/131021AWN1000/M/144791AWN1006

(sul tavolo tecnico per il rilancio del settore delle costruzioni)

http://www.awn.it/AWN/Engine/RAServePG.php/P/147371AWN1000/M/144791AWN1006

(sulla "rottamazione")

http://www.awn.it/AWN/Engine/RAServePG.php/P/153211AWN1000/M/144791AWN1006

convocazione







giovedì 20 gennaio 2011

la nascita di un nuovo ordine

Lunedì 14 febbraio 2011 si andrà a votare, presso il tribunale di Trani, per la formazione del primo Consiglio dell'Ordine degli Architetti PPC della provincia di Barletta Andria Trani.
Questa è la prima notizia che posso darvi in merito.
Vi terrò aggiornati su tutti gli sviluppi che seguiranno a cominciare dai potenziali candidati.
Intanto si può affermare che i consiglieri saranno 8 della sezione A e 1 della sezione B, comunque nel numero massimo di 9.
Ciascun iscritto ha diritto al voto che potrà esprimere indicando sulla scheda nove nomi che corrispondono alle preferenze (8+1).
Solitamente in questi frangenti si formano delle liste che definiscono la "squadra" proposta e garantiscono il coinvolgimento solidale di tutti gli elettori di ciascun candidato per far si che la lista sia eletta compatta.
Quindi molto probabilmente assisteremo ad una campagna elettorale che vedrà contrapposti due fronti...
è ancora prematuro fare delle previsioni ma vi posso assicurare che qualcuno ha già iniziato a solidarizzare e a fare campagna elettorale.

mercoledì 12 gennaio 2011

E' costituito!

Con lettera raccomandata A.R. è stata data la notizia della costituzione dell'Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Barletta Andria Trani a far data dal 3 gennaio 2011.

giovedì 25 novembre 2010

SIAMO PROSSIMI ALLE PRIME ELEZIONI DELL'ORDINE DEGLI ARCHITETTI DELLA PROVINCIA DI BARLETTA ANDRIA TRANI

Il Commissario straordinario nominato dal Ministero della Giustizia si è "insediato", ovvero ha ricevuto l'incarico di ritirare gli albi provvisori dai rispettivi Ordini competenti (Bari e Foggia).
Riceveremo a breve la sua lettera di convocazione alle prime elezioni.
Avremo una settimana per proporre le candidature e venti giorni per andare a votare. In quale sede ancora non si sa... almeno ufficialmente.
In realtà staremmo ad aspettare ancora le predicate convocazioni ufficiali da parte dei fiduciari (tranne per Barletta in quanto Nicola Salvemini ha già svolto la sua funzione, mantenendo egregiamente la parola).
Tutto questo sta creando un pò di nervosismo tra coloro che ritenevano, e ritengono, il confronto preelettorale un'occasione per iniziare a formare compatto l'Ordine territoriale.
Saranno i numerosi impegni (in momenti di crisi?) che ci impediscono di riunirci?
Personalmente auspico ancora che si presenti questa occasione, per evitare che questo Ordine nasca con delle fratture interne, del tutto simili a quegli episodi che hanno caratterizzato la costituzione della Provincia e portino ad indebolire questo Ordine al punto da non contare su scala Regionale e dipendere ancora come costola dai rispettivi Ordini.
Allora saremo maledetti per aver avviato la raccolta delle firme.
Quindi un appello a tutti gli iscritti che hanno a cuore l'autonomia del nostro territorio, al di là dei campanilismi: fate pressione verso i fiduciari affinchè questi incontri assumano un carattere ufficiale e siano realmente condivisi, chiedendo che quelle consultazioni, che sono inevitabilmente già avviate e secretate, siano di dominio pubblico!
Francesco Giordano

appello dagli architetti lombardi

Spettabile Consiglio dell’Ordine,

sulla scorta dei dati disponibili, relativi all’effettivo esercizio della professione da parte degli iscritti a livello nazionale, e in

relazione a quella che è l’esperienza personale di un gruppo di colleghi, abbiamo avviato tra noi una riflessione sull’identità

dell’Architetto oggi, allorquando sempre più spesso la prestazione professionale si connota come frammento parziale e

specialistico del più complessivo iter di un qualsivoglia intervento edilizio.

Riteniamo si tratti di una modifica epocale del nostro profilo di categoria e che incida radicalmente sulla modalità organizzativa

delle nostre strutture (tutti piccoli studi autonomi), e sulla loro capacità di sostenere – in primis sotto l’aspetto economico – la

sfida della contemporaneità.

Dal nucleo di tali riflessioni è nato un Appello ai nostri ordini Lombardi, recentemente pubblicato sulla rivista “AL”, organo della

Consulta Lombarda degli Architetti (http://www.architettilombardia.com/al/68CA94ADCA3A4AF48ACA3E69E1B6AFB7.pdf)

Ci permettiamo di allegarvene copia, nella convinzione che si tratti di questioni su cui il dibattito dovrebbe essere il più ampio

possibile.

Cordialità,

Arch. Claudio Sangiorgi,

Via Monte Suello 9,

20133, Milano

Appello all'Ordine degli Architetti

La durissima congiuntura economica che affligge il settore delle costruzioni, figlia della più generale crisi finanziaria, ha avuto

effetti devastanti sulla nostra categoria professionale (in particolare per i colleghi giovani e le colleghe), con più che

significative riduzioni di organico degli studi, quando non ne abbia comportato direttamente la cessazione dell’attività.

Eppur tuttavia, tale situazione, ancorché aggravata dalla speciale condizione attuale, ha caratteri strutturali, che necessitano –

in primis da parte delle associazioni di categoria, nelle proprie azioni e iniziative – di uno scarto rispetto al modo di vedere il

professionista architetto in senso tradizionale.

Siamo e restiamo degli operatori culturali, promotori di qualità nelle trasformazioni urbane, e la nostra autonoma individualità

(non individualismo) è un valore in termini di ricchezza di contributi che non può semplicemente “sciogliersi”, con pari

efficacia, in forme societarie d’ordine superiore quali le società d’ingegneria; ma siamo anche soggetti microimprenditoriali

afflitti da un’atomizzazione ormai insostenibile, in termini di costi e di oneri gestionali.

Il rischio, qualora non si consideri tale dato oggettivo di fatto, e non si intervenga con politiche appropriate, è quello di essere

marginalizzati e costretti in nicchie di scarsa incidenza rispetto alle dinamiche territoriali, quando non di morire del tutto come

categoria indipendente.

Siamo uno dei gruppi professionali sicuramente più attenti all’innovazione, al cambiamento, all’aggiornamento linguistico e

concettuale (e quindi con una congenita predisposizione ad affrontare la complessità contemporanea), e parimenti siamo

promotori di tutto questo; e rispetto tali temi gli Ordini hanno svolto e svolgono un ruolo positivo di indubbio traino. Ma questo

non è più sufficiente.

Occorre essere anche attenti e innovativi nel pensare la propria identità economica di categoria, il proprio profilo organizzativo

e gestionale.

Ci confrontiamo ogni giorno con difficoltà crescenti, che minacciano la stessa sopravvivenza della nostra attività, in almeno tre

ambiti:

- economico: costi di telefonia, di cancelleria, di stampa, di assicurazioni professionali, di strumentazione software e hardware,

di mobilità, di pubblicazioni e stampa specializzata, di abbonamento a banche dati normative e immobiliari, di aberrante

concorrenza indotta dal perverso e diffuso sistema delle provvigioni riconosciute da parte di imprese e fornitori…

- gestionale: tempi dedicati alla contabilità, alla fiscalità, all’autopromozione, all’aggiornamento, all’organizzazione interna, alle

verifiche di conformità normativa e alla certificazione delle proprie strutture,…

- burocratico: tempi di risposta da parte della Pubblica Amministrazione, moltiplicazione dei centri decisionali, serialità delle

verifiche, proliferazione delle norme e delle circolari, soggettività delle interpretazioni,… e relativi costi…

Occorre quanto prima che, su tali questioni drammaticamente reali, sia svolta da parte degli organismi di categoria un’ampia e

seria riflessione e si diano risposte concrete (convenzioni, gruppi di acquisto, richieste alla Pubblica Amministrazione di

semplificazione, riforme degli ordinamenti fiscali, servizi collettivi consorziati,…); per permettere a noi Architetti di esercitare

anche in futuro il nostro ruolo fondamentale di stimolo e di proposta nel governo del territorio, evitandoci di finire nel

“sottoscala” della contemporaneità; troppo impegnati in una disperata lotta per la sopravvivenza per avere quasi il tempo di

pensare, progettare, vivere.

a firma di

Mario Angelucci; Alessandro Baglioni; Manuela Bianchini; Raffaella Bonomini; Marco Caciagli; Chiara Camozzi; Marina Demetra

Casu; Andrea Tito Colombo; Anna De Ponti; Giuditta De Vecchi; Michelangelo Della Vecchia; Cristina Deponti; Elisa Evaso;

Elena Fabbri; Marta Filoscia; Vito Maria Davide Finzi; Marta Gentili; Laura Gioeni; Luca Guglieri; Alessia Leidi; Cinzia Iris

Mancinelli; Nadia Massari; Andrea Miserocchi; Ilaria Nava; Eleonora Odorizzi; Savina Pagani; Laura Pietrobelli; Jessica

Pizzorni; Claudio Sangiorgi; Ifat Adi Shmueleviz; Monica Sobacchi; Luciana Giovanna Tardio; Emanuela Zizioli.

giovedì 10 giugno 2010

AVVIATE LE CONSULTAZIONI PER IL NUOVO ORDINE

Su iniziative dei Fiduciari dell'Ordine di Bari sono iniziate le consultazioni cittadine nei capoluoghi della provincia per individuare una linea condivisa per l'Istituzione dell'Ordine APPC della Provincia Barletta Andria Trani.
Venerdì 4 giugno gli architetti di Barletta si sono riuniti presso il convento di San Domenico, in Via Cavour, per discutere sui diversi punti di vista.
Giovedì 10 giugno è il turno di Trani, non ancora programmato per la città di Andria.
E' auspicabile che la partecipazione degli iscritti residenti nella provincia sia massiccia al fine di raccogliere tutte le istanze e le proposte.
Intanto è ufficiale che la pratica sia adesso presso il gabinetto del Ministro della Giustizia il quale dovrà semplicemente apporre il nome del Commissario Straordinario, individuato dalla terna segnalata dal CNAPPC.
Francesco Giordano

domenica 9 maggio 2010

Professioni, il ministro Alfano: ‘faremo la riforma’

Garantire qualità delle prestazioni e prestigio per i professionisti. Gli Ordini ribadiscono la necessità di tornare alle tariffe minime


16/04/2010 - Il Ministro della Giustizia Angelino Alfano ha assicurato che la riforma delle professioni si farà. “Ora ci siamo noi e la riforma la faremo” ha detto ieri al termine dell’incontro con i vertici di 25 Ordini professionali.

“Dobbiamo riuscire - ha spiegato il Guardasigilli - a fare la riforma mettendo al centro il cittadino, garantendo un’alta qualità delle prestazioni rese dai professionisti, tariffe chiare e trasparenti che non siano un labirinto ma un rettilineo e, allo stesso tempo, assicurando ai professionisti la dignità e il prestigio che derivano dal loro essere laureati che hanno superato un esame di Stato”.


Come annunciato nei giorni scorsi, oggi è stato costituito un gruppo di lavoro per la formulazione di uno Statuto delle libere professioni. L’obiettivo principale è lo snellimento degli ordinamenti per un’impostazione più rispondente alle moderne esigenze di ambiti professionali proiettati ormai in uno scenario internazionale. Alfano ha ricordato che la riforma delle professioni è attesa da decenni, ma si è detto fiducioso che il lavoro iniziato oggi porterà a una riforma che incentiverà la ripresa economica del Paese.

Massimo Gallione, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, ha invitato a puntare sulla formazione e sui giovani. Al Ministro della Giustizia gli Ordini hanno chiesto che i professionisti possano costituirsi in società multidisciplinari, anche per fruire degli strumenti normativi e fiscali riservati alle imprese. Gallione ha confermato poi il ruolo di sussidiarietà dell’architetto nei confronti della Pubblica Amministrazione che, di fatto, ‘alleggerisce’ le strutture pubbliche di numerosi interventi soprattutto nel campo dell’edilizia.

Sulle tariffe minime Gallione ha ribadito l’esigenza di ripristinarle al più presto per i lavori pubblici, “nel rispetto dei principi di equa competitività e tenendo conto anche dei costi effettivi, poiché la politica del massimo ribasso sta ampiamente dimostrando le conseguenze drammatiche della sua applicazione, in relazione ad una evidente diminuzione della qualità di progetti ed opere realizzate.”

Piena soddisfazione per l’esito dell’incontro con il Ministro Alfano è stata espressa da Gianni Rolando, Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Secondo Rolando occorre partire mettendo mano a due aspetti rilevanti: il controllo deontologico e l’aggiornamento per garantire che gli ingegneri possano sempre fornire prestazioni di alto livello qualitativo.

Sulla questione delle tariffe, il Presidente del CNI ha evidenziato come il fallimento del decreto Bersani sia stato provato dai fatti, visto che “non si è avuto un allargamento del mercato e quindi l’ampliamento della scelta per gli utenti, ma è seguita una lotta selvaggia con ribassi anche del 90%, 95%. Per questo il CNI riafferma la necessità di annullare il decreto Bersani e di procedere ad una riforma delle professioni dinamica con modalità snelle di gestione e un’ampia tutela per i cittadini, nel rispetto della dignità professionale e tariffe chiare.

Soddisfatto per l’impianto della riforma il presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Pietro Antonio De Paola, che ha detto: “ricalca esattamente le aspettative, più volte espresse dalle rappresentanze del mio ordine, di un ammodernamento delle norme tale da garantire prestazioni professionali all’insegna della qualità e tutelare gli interessi dei cittadini”. In questo senso - secondo De Paola - sono da evidenziare le norme contenute nella proposta che rafforzano il sistema della formazione e dell’aggiornamento continuo (i geologi hanno introdotto l’obbligo di formazione e aggiornamento continuo professionale già 3 anni fa).

All’incontro erano presenti anche i vertici dei Consigli Nazionali di: Geometri, Agronomi e Forestali, Agrotecnici e Agrotecnici Laureati, Periti Industriali e Periti Agrari.
(fonte: Edilportale)