giovedì 10 giugno 2010
AVVIATE LE CONSULTAZIONI PER IL NUOVO ORDINE
domenica 9 maggio 2010
Professioni, il ministro Alfano: ‘faremo la riforma’
Garantire qualità delle prestazioni e prestigio per i professionisti. Gli Ordini ribadiscono la necessità di tornare alle tariffe minime
Come annunciato nei giorni scorsi, oggi è stato costituito un gruppo di lavoro per la formulazione di uno Statuto delle libere professioni. L’obiettivo principale è lo snellimento degli ordinamenti per un’impostazione più rispondente alle moderne esigenze di ambiti professionali proiettati ormai in uno scenario internazionale. Alfano ha ricordato che la riforma delle professioni è attesa da decenni, ma si è detto fiducioso che il lavoro iniziato oggi porterà a una riforma che incentiverà la ripresa economica del Paese.
Massimo Gallione, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, ha invitato a puntare sulla formazione e sui giovani. Al Ministro della Giustizia gli Ordini hanno chiesto che i professionisti possano costituirsi in società multidisciplinari, anche per fruire degli strumenti normativi e fiscali riservati alle imprese. Gallione ha confermato poi il ruolo di sussidiarietà dell’architetto nei confronti della Pubblica Amministrazione che, di fatto, ‘alleggerisce’ le strutture pubbliche di numerosi interventi soprattutto nel campo dell’edilizia.
Sulle tariffe minime Gallione ha ribadito l’esigenza di ripristinarle al più presto per i lavori pubblici, “nel rispetto dei principi di equa competitività e tenendo conto anche dei costi effettivi, poiché la politica del massimo ribasso sta ampiamente dimostrando le conseguenze drammatiche della sua applicazione, in relazione ad una evidente diminuzione della qualità di progetti ed opere realizzate.”
Piena soddisfazione per l’esito dell’incontro con il Ministro Alfano è stata espressa da Gianni Rolando, Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri. Secondo Rolando occorre partire mettendo mano a due aspetti rilevanti: il controllo deontologico e l’aggiornamento per garantire che gli ingegneri possano sempre fornire prestazioni di alto livello qualitativo.
Sulla questione delle tariffe, il Presidente del CNI ha evidenziato come il fallimento del decreto Bersani sia stato provato dai fatti, visto che “non si è avuto un allargamento del mercato e quindi l’ampliamento della scelta per gli utenti, ma è seguita una lotta selvaggia con ribassi anche del 90%, 95%. Per questo il CNI riafferma la necessità di annullare il decreto Bersani e di procedere ad una riforma delle professioni dinamica con modalità snelle di gestione e un’ampia tutela per i cittadini, nel rispetto della dignità professionale e tariffe chiare.
Soddisfatto per l’impianto della riforma il presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi, Pietro Antonio De Paola, che ha detto: “ricalca esattamente le aspettative, più volte espresse dalle rappresentanze del mio ordine, di un ammodernamento delle norme tale da garantire prestazioni professionali all’insegna della qualità e tutelare gli interessi dei cittadini”. In questo senso - secondo De Paola - sono da evidenziare le norme contenute nella proposta che rafforzano il sistema della formazione e dell’aggiornamento continuo (i geologi hanno introdotto l’obbligo di formazione e aggiornamento continuo professionale già 3 anni fa).
All’incontro erano presenti anche i vertici dei Consigli Nazionali di: Geometri, Agronomi e Forestali, Agrotecnici e Agrotecnici Laureati, Periti Industriali e Periti Agrari.
lunedì 21 dicembre 2009
ELEZIONE DEL DELEGATO INARCASSA PER LA PROVINCIA BARLETTA ANDRIA TRANI
mercoledì 9 dicembre 2009
giovedì 3 dicembre 2009
Il ruolo del progettista/DL nella MS
Ddl Brunetta - Lettera Ordine Architetti Roma
Prof. Renato Brunetta
Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione
Palazzo Vidoni
Corso V. Emanuele II
00186 Roma
r.brunetta@governo.it
Gentile Ministro,
abbiamo letto con grande attenzione il Suo Disegno di Legge - collegato alla finanziaria - su “Disposizioni in materia di semplificazione dei rapporti della Pubblica Amministrazione con cittadini e imprese e delega al Governo per l'emanazione della carta dei doveri delle amministrazioni pubbliche” approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 12 novembre.
Abbiamo apprezzato la volontà di inserire forme di semplificazione delle procedure edilizie ed in particolare abbiamo valutato positivamente i contenuti dell'articolo 14 del DDL che prevede la delega al Governo per adottare norme che obblighino le amministrazioni pubbliche ad accettare domande, dichiarazioni, comunicazione, elaborati tecnici in modalità telematica.
L'Ordine degli Architetti di Roma si batte da anni per questi obiettivi, ha anticipato i tempi con il progetto della scrivania virtuale, ha siglato accordi con singole amministrazioni pubbliche per rendere operativi i sistemi di firma digitale, di posta certificata, di inoltro telematico delle pratiche edilizie e di controllo telematico degli iter burocratico-autorizzativi.
Siamo invece estremamente preoccupati per alcune modifiche introdotte al Testo Unico per l'Edilizia ed in particolare ci preoccupa la scelta di inserire le opere di manutenzione straordinaria tra quelle per le quali non è più richiesto alcun titolo abilitativo, a patto che “non riguardino le parti strutturali dell'edificio, non comportino aumento del numero delle unità immobiliari e non implichino incrementi degli standard urbanistici”.
Quale sarà il soggetto in grado di verificare e certificare che una manutenzione straordinaria non incide su parti strutturali dell'edificio? A chi è affidato il controllo del rispetto – considerato comunque obbligatorio dall'articolo 7 del DDL - di normative antisismiche, di sicurezza, igienico-sanitarie, di efficienza energetica, delle prescrizioni del Codice dei Beni Culturali?
La mancanza di qualsiasi asseverazione da parte di un tecnico non rende obbligatorio - e quindi più oneroso - per la Pubblica Amministrazione, il controllo successivo sugli interventi?
Perché rendere obbligatoria la comunicazione del nome dell'impresa esecutrice e non quella del progettista e del direttore dei lavori?
Non siamo affezionati alle “carte”, alla burocrazia. Può anche essere rivista la procedura della DIA per questo tipo di opere.
Siamo i primi a sostenere la necessità di inserire forme di forte semplificazione e accelerazione delle procedure edilizie che, nel nostro paese, sono imprigionate nelle sabbie mobili di un sistema normativo farraginoso, inutilmente complicato, contraddittorio, che trasforma spesso l'iter autorizzativo in una odissea senza fine.
Ma siamo sicuri che l'eliminazione della figura del progettista sia la più efficace forma di semplificazione? Siamo sicuri che le conoscenze tecniche del professionista siano delegabili al binomio committenza-impresa?
Nel nostro Paese, in passato, abbiamo purtroppo assistito a numerosi disastri dovuti alla “disinvoltura” con cui si procede alle opere di ristrutturazione del patrimonio edilizio.
Vorrei che fosse chiaro che la nostra non è una rivendicazione corporativa. Vorremmo però che fossero garantite forme di verifica efficaci sulla qualità degli interventi di trasformazione edilizia a tutela della sicurezza dei cittadini.
Per queste ragioni le chiediamo di poterci incontrare per esporle le nostre ragioni e le nostre proposte e valutare insieme le possibili modifiche al testo del Suo Disegno di Legge.
Certo della Sua sensibilità per i problemi esposti, La ringrazio per l'attenzione e resto in attesa di un riscontro.
Cordiali saluti
di Arch. Amedeo Schiattarella, presidente Ordine Architetti PPC Roma e provincia del 23.11.09
fonte: http://ordine.architettiroma.it/notizie/11803.aspx
martedì 10 novembre 2009
commissione di istituzione Ordine BAT
lunedì 19 ottobre 2009
Raccolte le firme per l'Istituzione dell'Ordine APPC della provincia BAT
COMUNICATO STAMPA
Con vivo piacere partecipiamo che un qualificato gruppo di architetti della provincia Barletta Andria Trani ha promosso con successo la raccolta delle firme per l’Istituzione dell’Ordine degli Architetti pianificatori paesaggisti e conservatori.
Gli architetti promotori sono mossi dall’esigenza di una rappresentanza territoriale per la professione, vicina fisicamente, che promuova la centralità dell’Architetto nelle dinamiche sociali ed urbanistiche.
A tal fine ci saranno occasioni di dibattito per riflettere e promuovere un ruolo più attuale e moderno dell'Ordine e della professione per superare così, con metodi marcatamente democratici e partecipati, l'attuale svilente funzione di mero albo degli iscritti, confinato esclusivamente all'esame delle parcelle, alla nomina delle commissioni - concorso e delle terne di collaudo, alle segnalazioni per l'attribuzione di incarichi professionali al Comitato Urbanistico Regionale e in commissioni Paesaggio ed edilizie.
Nel resto dell'Europa, ma già in alcune realtà italiane, l'Ordine si è evoluto stando al passo con le trasformazioni sociali ed attuando un serio rinnovamento del ruolo degli iscritti, recuperando l'insostituibile impegno di promozione della qualità urbana ed architettonica su tutto il territorio in cui opera.
L'esercizio della professione, anche al livello locale, deve dare impulso propositivo alle politiche urbanistiche oggi fallimentari poiché incapaci di stare al passo coi tempi sia in ambito normativo e sia in materia di tutela e recupero.
Riteniamo necessario attuare un maggiore coinvolgimento degli iscritti nella gestione dell'Ordine, anche per valorizzare la sua funzione di controllo del rispetto delle norme che tutelano la nostra professione - specialmente riguardo ai provvedimenti delle Amministrazioni locali - e di salvaguardia della professionalità degli iscritti, evitando così mortificanti confusioni di ruoli cui abbiamo modo di assistere.
Da questi assunti e dalla espressa esigenza di avvicinare l'Istituzione rappresentativa al territorio, il gruppo ha deciso di imprimere una accelerazione all'istituzione del nuovo Ordine, prendendo l’iniziativa, al fine di prevenire ulteriori ritardi.
Con “piacere” si è potuta constatare l'adesione alla nostra iniziativa, di colleghi impegnati, nel passato e di recente, in cariche istituzionali presso l'Ordine di Bari.
Adesioni che, anche se aggiuntesi oltre il numero necessario e per ultime in ordine cronologico, sono apprezzate con l'augurio che si tratti di una presa di coscienza volta a superare le logiche che hanno caratterizzato il modus operandi recente e passato dell'Ordine di Bari e in cui gli stessi hanno svolto un ruolo protagonista.
Si attende il deliberato Ministeriale per avviare questa esaltante ed affascinante esperienza con un anticipato augurio di buon lavoro a tutti i colleghi che vorranno condividere l'iniziativa ed impegnarsi personalmente.
E’ possibile aprire un dibattito al blog creato dal comitato: http://ordinearchitettibat.blogspot.com
Il Comitato promotore per l’Ordine APPC della Provincia BAT
Margherita Bozzetti, Antonio Mauro Casamassima,
Gilberto De Tullio, Filippo Valerio Galentino,
Francesco Giordano, Mariasilvana Tesoro, Salvatore Zingarelli.
alcune riflessioni sulla professione di Architetto
Il Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Massimo Gallione, in un comunicato stampa, richiama l’attenzione sulla crisi economica che colpirà la maggiorparte degli studi professionali, di cui il 50% sono giovani professionisti, ponendo l’accento sui risultati di alcune scelte normative che hanno posto la professione a margine dei processi decisionali per il futuro della società.
Dal suo messaggio è rilevante che anche il futuro dei giovani architetti è a rischio.
Negli ultimi dieci anni si è visto raddoppiare il numero degli iscritti tanto da poter affermare che l’Architetto è una professione giovane. Il sistema ordinistico in Italia, per lo più, non segue questo fenomeno, ridotto ormai nelle funzioni di mero albo, mentre altrove, in Europa, si è evoluto stando al passo delle trasformazioni sociali ed avvicinandosi agli iscritti.
Il fallimento delle politiche urbanistiche in Italia, ma più evidente nel mezzogiorno, non è da attribuire solo alla classe politica, incapace di guardare al di là del proprio naso, ma anche ad un sistema ordinistico congelato nei suoi ruoli tradizionali e sempre più consenziente e mai critico verso i processi di trasformazione.
I propri obblighi di sorveglianza spesso sono ridotti a semplici occasioni di contrattazione per evitare il peggio.
Lo scarto culturale e l’arretratezza infrastrutturale fanno il resto. Ci troviamo ad esercitare in un territorio impreparato alle grandi competizioni mondiali ed assistiamo inermi alle continue sconfitte sul piano etico, economico e strategico, lasciando che la nostra professione, storicamente autorevole ed incisiva nelle trasformazioni sociali, diventi un semplice “mestiere” alla mercè delle logiche di mercato e dei committenti, privati o pubblici che siano.
Anche osservo la caduta di stile di molti colleghi che “offrono” la loro prestazione al prezzo di una cena o poco più. Esprimo nel contempo solidarietà ad essi, consapevole della loro innocenza nello scenario attuale della libera concorrenza, dove solo con padri e padrini c’è una possibilità alternativa e remota di restare a galla.
Uno sguardo a ciò che avviene nel resto d’Italia, mi convince che è tempo di cambiare, di assumersi una responsabilità diffusa tra tutti gli iscritti per rilanciare la professione uscendo dalle logiche clientelari. La spinta del rinnovamento sta dando vita a cambiamenti di rotta costruendo nuovi ruoli per gli Ordini professionali che dovranno occuparsi sempre più dei loro iscritti. Credo che il primo passo sia la totale trasparenza degli atti, mi riferisco alle nomine delle terne per collaudi, Concorsi e C.U.R., poi cercare nell’albo degli iscritti i colleghi disponibili e meritevoli per le commissioni lasciando fuori i consiglieri come atto di responsabilità e coerenza. Dare vita dibattiti e convegni in modo capillare e delocalizzato rispetto alla sede dell’Ordine, in tutti i comuni che costituiscono il territorio, allo scopo di dare centralità alla professione nei processi decisionali. Vigilare con imparzialità sugli affidamenti di incarico e sulle regolarità degli atti urbanistici. Stabilire un rapporto costante con gli uffici tecnici dei comuni sull’ordinario svolgimento della professione. Adottare misure concrete per l’avviamento professionale dei giovani iscritti. Infine, ma non ultimo, utilizzare ogni mezzo a disposizione per il rispetto del nuovo codice deontologico e sostenere la necessaria fissazione di una tariffa professionale adeguata ai tempi e alle effettive competenze dell’Architetto, operando pressioni presso il CNA ed il Ministero.
Da queste riflessioni aperte nascono gli impegni di coloro che vorranno far parte della composizione del Consiglio per il nuovo Ordine.
francesco giordano


